Vorrei fantasticare su quello che ritengo sia il vero nucleo del Progetto Will.ReBorn: le nostre vite di comuni mortali. Immagino che tanta, tanta gente, stimolata da un sorriso, da un comportamento spontaneo, da una t-shirt, da un plotone d’individui che marciano con il sorriso negli occhi, possa riaprire il proprio cuore alla possibilità di uno sguardo più sincero o di una parola d’intesa.

E’ gente corrosa da decenni d’attesa, decenni dedicati supinamente – per il semplice, ineguagliabile amore dei propri figli – al protrarsi dell’esistere secondo regole che la ripugnano.

E’ gente che aspetta non sa più neanche cosa. Piange lacrime che corrono nell’anima e tenta di ricordare gli anni in cui si poteva girare in motorino col vento sul viso e ci si ritrovava intorno a un giradischi a fantasticare sul modo migliore di servire il futuro.
Il sistema appiattisce tutto. Appiattisce anche te: se non abbassi la testa, te la mozza.

Ecco, io penso a quelle teste chine che respirano con prudenza la poca aria concessa e temono di dover abbandonare i propri affetti al solo azzardare un movimento del capo.
Non so quante di loro tramino ancora vita, nella penombra della propria maschera; quello che so è che non voglio scoprirlo sul mio letto di morte! Voglio saperlo adesso, perché mi sento vivo e so di poter fare la mia parte per me stesso, per i miei figli e per i milioni di fratelli e sorelle che non ho ancora incontrato.

C’è una novità: se ti sei sempre sentito\a così, sappi che i “reborniani” stanno per rialzare la testa.
Con gioia, dolcezza e un solo intento: costruire Armonia.

Contenuto inserito da Francesco Pandolfi Balbi