Ancora non penso ai villaggi, e certo non perché non vorrei vederli realizzati… Proprio stasera mi ha scritto una lettrice del mio primo romanzo nel quale, già nel ’93, illustravo lo stesso tipo di società che ho proposto in ‘Parti in Quinta‘.

I villaggi, a mio parere, sono l’ultima cosa da realizzare in ordine di tempo, anche se è la prima a catturare la nostra immaginazione. Be’… cosa immagino io lo puoi leggere nel programma.
Adesso vorrei invece fantasticare su quello che ritengo sia il vero nucleo del Progetto: le nostre vite di comuni mortali. Immagino che tanta, tanta gente, stimolata da un sorriso, da un comportamento spontaneo, da una t-shirt, da un plotone d’individui che marciano con il sorriso negli occhi, possa riaprire il proprio cuore alla possibilità di uno sguardo più sincero o di una parola d’intesa.

E’ gente corrosa da decenni d’attesa, decenni dedicati supinamente – per il semplice, ineguagliabile amore dei propri figli – al protrarsi dell’esistere secondo regole che la ripugnano.

E’ gente che aspetta non sa più nemmeno cosa. Piange lacrime che gli scorrono nell’anima verso la voragine che si mangia ogni emozione buona, mentre tenta di ricordare gli anni in cui si poteva girare in motorino col vento sul viso e ci si ritrovava intorno a un giradischi a fantasticare sul modo migliore di servire il futuro.
Il sistema appiattisce tutto. Appiattisce anche te: se non abbassi la testa, te la mozza.

Ecco, io penso a quelle teste chine che respirano con prudenza la poca aria concessa e temono di dover abbandonare i propri affetti se solo azzarderanno un movimento del capo.
Non so quante di loro tramino ancora vita sotto la penombra della propria maschera. Quello che so è che non voglio scoprirlo sul mio letto di morte. Voglio saperlo adesso perché mi sento vivo e so di poter fare la mia parte per me stesso, per i miei figli, per i miei fratelli e sorelle che non ho mai incontrato.

C’è una novità. Se ti sei sempre sentito così, sappi che ‘il Popolo dei Silenziosi‘ sta per rialzare la testa.
Con gioia, dolcezza e un solo intento: costruire armonia.

Contenuto inserito da Francesco Pandolfi Balbi